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L’Angolo del Monaco – Dom. XII del Tempo Ordinario

Giu 20, 2026 | L'angolo del Monaco

La frase di questa domenica è: “Abbiate piuttosto paura di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l’anima e il corpo”.

Il concetto centrale di questo testo è la paura. Ma non è una paura materiale, è piuttosto il frutto di una riflessione su l’impianto strutturale della vita. Ci sono pericoli che generano paure consequenziali che hanno le caratteristiche del pericolo stesso, questi però, essendo derivati da un modus vivendi, hanno in loro anche elementi riconoscibili e perciò generativi della paura legata al problema.

Ben diversa è la paura che ha un’origine sconosciuta, di cui non si conoscono i contorni, neppure si conosce l’agente della paura stessa. Nella frase Gesù mette ben in chiaro il tema: esiste la paura “materiale” quella che può far soffrire, che può ferire il corpo ed anche ucciderlo, ma che si può sconfiggere. Infatti questa paura, essendo materiale, può fare ben poco, cioè limitarsi al corpo.

Ben diversa è la paura che genera colui che può far perire sia il corpo, ma soprattutto l’anima. Questa paura che chiamiamo “spirituale” è ben più pericolosa perché non si limita solo alla Terra, ma può conquistare anche il Cielo.

La prima potrebbe essere una paura finita, la seconda una paura infinita; cioè una terrena, l’altra eterna. Questo discorso ha lo scopo di mettere in guardia i suoi discepoli dalle tentazioni del maligno. Perché più uno è compreso nel messaggio cristiano, quindi più uno si eleva in alto, maggiore è il male che può ricevere, se cade da quell’altezza.

Domandiamoci perché Gesù faccia questo discorso. Egli ama i suoi amici e sa che nel momento in cui lo Spirito Santo darà loro i suoi doni, essi si sentiranno investiti di un potere enorme. Tale potere può però essere inficiato dalle storture prettamente umane e quindi volgersi verso il male piuttosto che perseverare nel bene.

Si preoccupa, poi, di sottolineare la distinzione tra “chi è con me e chi è contro di me”. In questa domanda si inserisce l’autore della paura cosmica, quella che fa venire le vertigini a chi si sente investito di un potere.

Ricordiamo che chi più si innalza più rischia di cadere; ne sono un esempio i tenti santi e le loro lotte contro il maligno (Padre Pio). Per natura l’uomo è un essere insicuro e pauroso. Alcuni atteggiamenti arroganti e violenti hanno più una matrice di debolezza e di insicurezza che di forza.

C’è poi il luogo della Geenna: essa era una valle situata a sud ovest di Gerusalemme; nel passato fu luogo di sacrifici umani agli idoli, così i Giudei decretarono che fosse impura. Ai tempi di Gesù divenne una discarica per rifiuti e cadaveri di uomini malvagi, dove il fuoco bruciava costantemente per lo smaltimento di tali rifiuti; da qui l’idea dell’inferno come fuoco eterno, luogo di sofferenza e perdizione. 

La paura intima è quel terrore panico che da solo può uccidere un uomo pur lasciandone vivere il corpo; può annichilire lo spirito pur continuando a vivere una sorta di spiritualità eretica; può lasciare vivere quel simulacro di fedele che alla fine della propria vita sarà totalmente estraneo a quello che Gesù ha sempre voluto dai suoi fedeli. Nella storia abbiamo numerosi esempi di preti che hanno vissuto in questa ambiguità.

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