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L’Angolo del Monaco – Dom. XXIX del Tempo Ordinario

Ott 18, 2025 | L'angolo del Monaco

Il concetto centrale di questa domenica è: “la perseveranza”.

Il verbo perseverare, in latino è formato dal prefisso pre e dal termine severus (severo). Il significato antico era quello di “essere severissimo”, cioè continuare ad essere severo nonostante tutto e tutti, un superlativo assoluto.

Oggi l’accento è posto su questo concetto, che è funzionale, cioè funge da sostegno, da stampella, all’altro concetto ben più sostanzioso, che è la fede. Fuor di metafora, Gesù vuol sottolineare che è necessario essere impegnati in modo continuativo nella fede. Egli ci dà l’esempio di essere perseverante nelle sue idee, continuo e costante nel portare avanti il suo messaggio, non si stanca, non si siede anche per un momento (cioè è severissimo nella sua condotta senza tentennamenti), non cessa mai di essere attento nel seguire ciò che è il focus della sua missione.

L’idea che va per la maggiore, oggi, è: “tutto e subito”, senza aspettare, senza fare troppe fatiche e rinunce. Le vie del Signore non sono le nostre vie, Egli ci prova nel crogiuolo, là dove l’oro si fonde per produrre frutti.

Le difficoltà, le fatiche, soprattutto le frustrazioni, il toccar con mano che intanto andrà sempre così, che non cambierà nulla e che nonostante le mie preghiere, per me non cambierà la mia sorte, conduce ad una spirale negativa che ha come unico risultato la depressione e il dis-amoramento per qualsiasi cosa, compreso il seguire una religione.

Ma il messaggio evangelico è una sorta di presa di posizione, uno sprone a prendere coscienza che solo il perseverare può portare risultati, quei risultati che speriamo di ottenere, ma che non vengono se non sono costruiti attraverso il quotidiano impegno.

Ne sono un esempio gli studiosi, coloro che sono proiettati nel mondo delle scoperte, della scienza e della tecnica, mondi quasi diametralmente opposti alla religione. Tali mondi hanno un sostrato comune, la fede e la speranza, il più delle volte, cambia l’idea guida, ma essi sono alquanto simili.

Infatti lo scienziato ha un obiettivo, ha un fine da raggiungere: perciò i suoi principali strumenti sono la fede nelle capacità tecniche e nei metodi che mette in atto e la speranza che ogni giorno lo sostiene e che lo avvicina sempre più ad ottenere ciò a cui mira.

Il cristiano è lo scienziato di Cristo, mette in campo la costanza e la perseveranza nel seguire le sue orme combattendo anche lui contro i fallimenti, le frustrazioni, le difficoltà per poi poter raggiungere quella serenità che è il partecipare di quell’amore che tutto disvela.

La differenza sostanziale tra i due è che, lo scienziato, a volte, ciò che scopre finisce in quella materia che è destinata alla distruzione; il cristiano, invece, raggiunge la certezza che la sua conquista continua anche oltre la distruzione materiale.

Tutto ciò val bene la scommessa di puntare su Cristo.

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