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L’Angolo del Monaco – Domenica di Pentecoste

Mag 23, 2026 | L'angolo del Monaco

La frase di questa domenica è: “Pace a voi”.

Pronunciata oggi questa frase, quando il mondo è sull’orlo del baratro della terza guerra mondiale, sembra il solito appello del Papa o di qualche altro personaggio pubblico.

Quello che indigna più di tutti è la risposta all’appello del Papa. Nel mondo ci sono circa 1,4 miliardi di cattolici e salgono a 2,4 miliardi se contiamo i cristiani (cioè coloro che fanno riferimento a Cristo), questi dati del 2025 pongono il Cristianesimo come prima religione del mondo.

Allora: se il capo dei cattolici, che credono sia il rappresentante di Cristo sulla terra, il discendente degli Apostoli, eletto su ispirazione dello Spirito Santo; se c’è più di un miliardo di persone (protestanti, anglicani, ecc.) che basano il proprio credo religioso sulla figura e sul messaggio di Cristo; se, come sentenzia una certa parte del mondo islamico che crede che Cristo sia stato un grande profeta e Abramo il padre comune anche con gli ebrei; se alcune religioni orientali fanno della pace/tolleranza il loro vessillo; allora perché ci sono conflitti e la parola del Papa viene disattesa come se invece dell’invito a seguire il Cristo, nel quale tutti dicono di credere, avesse annunciato i risultati della schedina del totocalcio?

Ne discende che nessuno o veramente un numero infinitesimale, tiene nella giusta considerazione le parole di quell’uomo che i cristiani credono essere il Vicario di Cristo. Mi sembra una solenne presa in giro. Come possono fare qualcosa i cattolici? Innanzitutto vivere la pace in se stessi, con i propri vicini, attivarsi perché i propri rappresentanti politici siano investiti del desiderio degli elettori che li hanno eletti.

 Cristo ha sempre aborrito la guerra; tanti santi hanno dato la vita per la pace; Santa Caterina da Siena ha sofferto per lo strappo nella chiesa. Quando Gesù dice “Pace a voi” prima di tutto ci invita a coltivare la pace in noi stessi. Solo chi è pace può generare pace.

Ma perché noi non abbiamo pace in noi stessi? Evidentemente perché il messaggio di Gesù non ha attecchito nei nostri cuori. Le nostre menti sono ancora troppo invischiate negli egoismi personali, sono troppo legate alla materialità che ha preso il posto dello stesso Cristo. Crediamo molto di più a raggiungere un successo sociale, ad acquisire un benessere personale che a riflettere sul messaggio evangelico. Perciò non critichiamo gli altri per la pagliuzza che hanno nei loro occhi, guardiamo di togliere la trave nei nostri. Non atteggiamoci a maestri di sapienza evangelica, operiamo in noi perché questa sapienza germogli nell’umiltà e nella quotidianità, così che senza fare azioni eclatanti, gli esempi di tanti cristiani costituiscano quell’onda anomala che possa travolgere la presupponenza demoniaca di chi dispregia la dignità e l’umanità nel prossimo al solo scopo di avere sempre di più.

Meditiamo su che cosa vuole Gesù quando ci dice: “Pace a voi”. Dobbiamo essere in pace se vogliamo la pace.

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