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L’Angolo del Monaco – Domenica I di Quaresima

Feb 21, 2026 | L'angolo del Monaco

La frase di questa domenica è: “Sta scritto …”.

Oggi Gesù risponde in modo lapidario al diavolo tentatore nel deserto. Egli usa la tradizione (Mosè e i Profeti), la dottrina tramandata dai padri, per allontanare da sé la tentazione.

Oggi più di ieri la nostra vita è in una continua tentazione attraverso i beni materiali, attraverso le seduzioni relazionali, attraverso le possibilità che possono essere a portata di mano di chiunque, basta che abbia il coraggio di afferrarle e sia così privo di scrupoli da cavalcarle.

Quasi tutta la quotidianità si è trasformata in tentazione: da ogni parte, in ogni momento tutto attrae, attraverso un limite al quale tutti aspirano per poterlo superare e dire che ‘siamo arrivati’, ‘abbiamo conquistato’, ‘con enormi fatiche abbiamo realizzato’.

Poi però andando a vedere che cosa abbiamo in mano ci accorgiamo senza tanti ‘guru consiglieri’ che quello che abbiamo afferrato è già obsoleto, finito, superato. “Un’isola col mare che l’abbraccia / ti chiama un’altra isola di fronte”, così canta il poeta nel descrivere la voglia di “conoscenza” che animava Odisseo.

E così siamo noi, guardando quell’ultimo orizzonte, che diventa la nostra meta ossessiva, ma che già sappiamo dietro il quale si celano altri orizzonti. Le nostre vite come una corsa a tappe che però non raggiungono mai il traguardo finale, o meglio, lo raggiungono solo nell’ultima tappa della nostra corsa.

Perciò il “sta scritto” è la nostra ancora di salvezza, quel freno che ci impedisce di andare a finire in un precipizio senza fondo, è uno di quei paletti provvidenziali che, durante la pericolosa discesa, sono messi lì apposta per chi non vuole precipitare e li usa come punti intorno ai quali aggrapparsi.

Veniamo ora all’oggetto delle tentazioni: il potere, nulla vi è di più effimero perché si poggia sulla volubilità del consenso o dell’obbedienza di persone troppo vigliacche per esercitarlo personalmente, ma che preferiscono servirlo per poter godere gli stessi privilegi senza esporsi troppo.

Il denaro è una convenzione sociale che ha un andamento ondivago e si presenta come un falso valore. Lo vediamo nel meccanismo dell’inflazione dove la valuta si trasforma brevemente in carta stracca.

E infine i tanti idoli che adoriamo: a volte essi costituiscono una veloce meteora nel firmamento della celebrità, a volte crollano come giganti dai piedi d’argilla, altre volte “e vissi al tempo degli dei falsi e bugiardi” sono le nostre fantasie nelle quali ci rifugiamo per non dover affrontare la cruda realtà quotidiana.

Ma Gesù non ha subito la nostra più grande tentazione: quella che ci accompagna in ogni istante e cioè quella di considerarci noi stessi il nostro dio. “Gesù Cristo, il quale pur essendo di natura divina non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo” (Filippesi 2, 5-7). È il far ruotare tutto il mondo intorno a noi la tentazione più grande, perché quando questo succede o crolliamo o scendiamo a compromessi per continuare a stare sul trono dell’illusione.

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