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L’Angolo del Monaco – Dom. IV del Tempo Ordinario

Gen 31, 2026 | L'angolo del Monaco

La frase di questa domenica è: “Quello che è nulla Dio lo ha scelto per ridurre al nulla tutte le cose che sono perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio”.

   È una di quelle frasi potenti che, a corollario del discorso della montagna, ne inquadra in modo emblematico il significato. Bisogna però chiarire alcune cose.

Gli uomini da sempre hanno dato un valore a tutto ciò con cui sono venuti a contatto. Alcune cose le hanno valutate più di altre e queste hanno innescato il metro di paragone: una volta il grano, poi il sale, poi le spezie, oggi l’oro e le fonti di energia. Tutto viene coniugato su questo metro (oggi purtroppo anche la vita umana).

Il paradosso dei nostri tempi è che si stano comprando e vendendo merci imponderabili, inesistenti in natura, artefatte ad hoc dall’uomo stesso, ma che fanno parte del mondo personale dell’uomo: il tempo libero, i suoi dati personali, i suoi desideri, i suoi pensieri.

Si stanno combattendo guerre su altri mondi per dominare il presente (sembra quasi di essere in un fumetto di Flash Gordon, per i più anziani o in quelli di Stan Lee o Asimov). Ci sono poi saggi che lanciano proclami su quali siano i veri valori della vita, tutti li ascoltano, magari li approvano sui social, ma poi, mano al portafoglio vanno a vedere il loro prezzo e allora ritornano a razzolare nel fango della strada.

Non bastano una poesia di Nazim Hikmet, una canzone di Guccini o un monologo di Gaber per farci riflettere sull’inutilità di certe battaglie. L’uomo pur colpito dagli eventi, dalla storia non impara nulla.

Infatti egli non ha imparato nulla dalla tratta degli schiavi; dai lager nazisti; dalle pulizie etniche e dai genocidi del XX° secolo. Egli ha la stessa voglia di ribellione di una pecora condotta al macello: segue quella che la precede, perché quella che gli è dietro lo spinge ad andare in avanti senza domandarsi dove stia andando.

È la rassegnazione che determina il nostro agire. Dentro a questo quadro ecco che ci si accapiglia, si lotta, si truffa, si uccide per quei beni che “gli altri” giudicano eccellenti. Nessuno sfugge a questa logica che qualcuno ha definito: logica di mercato. È la logica assurda dei saldi di fine stagione, del black Friday, è l’ennesima presa in giro per i polli: ma se adesso costano così di meno (e non è che non ci sia un guadagno), perché prima costavano così tanto? Ma il bello è sempre la seconda parte della storia che nessuno si vuole o è in grado di raccontarsi. Perché siamo ottusi narratori delle nostre storie che si basano sui desiderata, sui confini da difendere, sul progresso della civiltà, sugli utili sacrifici che la comunità deve fare per il bene di tutti, sul fatto che intanto non si può più tornare indietro.

Ma io chiedo a ciascuno di voi che in questo momento state leggendo queste riflessioni. Qualcuno si è mai raccontato la seconda parte della storia? Se sì che cosa avete fatto per cambiare la prima? Ecco, chi segue Gesù è colui che è riuscito a raccontarsi la seconda parte della storia, tutti gli altri abbiamo fatto finta, siamo rimasti sedotti dalla prima e su quella rimaniamo.

La seconda parte della storia narra che tutte le fatiche, le rinunce i sacrifici, il freddo, la fame, i risparmi fino all’osso, le battaglie politiche, quelle legali, le rateizzazioni per comprare beni che il nostro reddito non potrebbe permettersi, la logica del tutto e subito, il mettere in secondo piano figli, genitori, parenti, tempo libero, gioie, divertimenti sani, hanno prodotto la conquista di beni che nel giro di qualche tempo perdono il loro prezzo iniziale fino ad annullarlo e con esso tutti i brandelli di vita che vi abbiamo scarificato.

E poi non è forse vero ciò che dice il Qoelet che dovremo lasciare ogni cosa per la quale avremo sacrificato i migliori anni della nostra vita, a qualcuno che non vi ha faticato per nulla e che forse terrà in dispregio ciò che si trova poi tra le mani, tranne che il loro valore di mercato, ma che anzi sperpererà il nostro in piaceri e gozzoviglie? Gesù disse “a che ti serve conquistare il mondo se poi perdi la tua vita?” La prova del nove l’abbiamo davanti agli occhi ogniqualvolta che un grande personaggio muore. La sua eredità diventa cibo per fameliche bocche ereditarie. Lo vediamo al cimitero: per tutti una lapide, magari anche con foto, ecco che cosa rimane di tutta la ricchezza di questo mondo. Cerchiamo di aiutarci vicendevolmente a vivere felici e in pace con noi stessi e allora la nostra ricchezza ritornerà su di noi e ci accompagnerà sempre perché il vero valore è l’amore per gli altri.

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