La parola di questa domenica è: battesimo.
In tutte le civiltà che sono apparse sulla terra, i riti di iniziazione hanno rivestito un significato importante e particolare. Esso è innanzitutto il primo rito di passaggio (per lo più inconsapevole per il soggetto) che la famiglia compie affinché il nuovo arrivato possa essere riconosciuto e accolto al suo interno. Infatti, il gesto più importante è l’imposizione del nome, una parola che serve sia per distinguere, sia come richiamo in mezzo ai molti. Il nome come segno di distinzione è anche portatore di un significato e in parecchie etnie esso ha la funzione di assegnare il compito al nuovo soggetto.
Tanti uomini sono stati caricati di nomi “pesanti” perché si credeva che il nome fosse sinonimo di grandezza, conoscenza, distinzione. Presso i nativi americani l’attribuzione avveniva tramite un auto-battesimo, cioè era lo stesso adolescente che attraverso riti propiziatori e prove fisiche aveva la “visione del suo nome”.
Il battesimo cristiano ha un po’ di tutto queste caratteristiche, i genitori vogliono che il loro bambino possa essere accettato dalla comunità, riconosciuto come membro effettivo, che possa vivere sotto la protezione di Dio, abbia l’aiuto materiale dei suoi padrini e madrine.
Anticamente era una pratica alquanto diffusa cercare tra i nobili e i ricchi una persona compiacente che potesse fare da padrino al bambino, figlio di contadini o di operai, così che potesse poi godere della protezione di quella persona benestante. Credenza tutta volta ad assicurare al proprio figlio una vita migliore della propria, anche se non sempre era così.
Oggi, però, noi sappiamo che chi viene battezzato riceve lo Spirito di Dio nella sua forma più autentica. Il mondo materialista nel quale siamo immersi, costituisce uno degli ostacoli più evidenti affinché il battesimo possa essere vissuto pienamente. Il mondo pseudo-religioso ha venduto tale sacramento sull’altare del business. Non è più un’autentica festa religiosa, vissuta nell’intimità della famiglia, che è felice perché il figlio ha una sicurezza in più, e, in caso di morte si crede che egli si trasformi sicuramente in uno dei tanti angeli di Dio.
Oggi la festa del battesimo (anche se fatta in chiesa) è una festa laica con regali, invitati, pranzo, confetti, vestiti nuovi, scelta di una cerimonia all’insegna delle relazioni che gli adulti vogliono manifestare all’interno del loro entourage. Dei segni e dei riti ben poco sanno e ben poco interessa loro. È necessario partire da una buona educazione genitoriale al fine di far ricadere sul neonato le grazie che gli sono proprie.
Chiediamo alla Madonna di Pia di aiutarci a vivere degnamente il nostro battesimo
