La frase di questa solennità è: “Abbiamo visto spuntare la sua stella”.
Essa ci richiama ad una regola marinara. Fin dall’antichità i marinai avevano preso le stelle come punto di riferimento per orientarsi, in modo particolare con la Stella Polare. La metafora della stella richiama alla funzione di guida di cui l’uomo ha bisogno per orientarsi sia nel mondo sia in tutto ciò che rappresenta la capacità di scelta a qualsiasi livello.
Tutti noi abbiamo bisogno di un supporto per orientarci e più tale supporto è condiviso, concreto, referente, più la possibilità di giungere alla meta, che ci siamo proposti, è sicura e concreta. Abbiamo poi altre espressioni che richiamano la fortuna o la sfortuna: nascere sotto una buona o una cattiva stella; è una stella in qualche arte (es. nel cinema); infine, è appena il caso di ricordare Dante e la parola finale delle tre cantiche; ecc.
Ma, in questo caso, la stella è il messaggio di redenzione, il nocciolo della Buona Novella, la liberazione dell’uomo dalla schiavitù del peccato e dalla morte. Per giungere a tale meta c’è bisogno di un continuo riferimento che, per i Magi, fu la stella che li condusse all’origine della liberazione; per noi, è rappresentata dalla capacità di consapevolizzarci circa il percorso che dobbiamo fare per redimerci. Ognuno di noi nasce sotto la propria stella, come si diceva una volta; ognuno di noi è il terminale umano del percorso che Dio ha predisposto per salvare l’umanità.
Sta a noi fare come hanno fatto i Magi, che si sono messi in cammino per andare ad adorare, a prostrarsi all’origine dell’uomo nuovo. Essi, valenti studiosi, hanno per molto tempo studiato le mappe del cielo per divinare un responso. Ad un certo punto hanno scoperto il sorgere di quella nuova stella nel panorama del cielo infinito e si sono decisi a seguirla, anche perché essa ha ammiccato loro. Infatti deve svolgere una missione delicata, condurre i tre sapienti alla capanna, senza che il bambino appena nato non incorra già in pericoli umani. Così non appena vede che i Magi confidano ad Erode (la politica umana nella sua accezione peggiore di potere ed economia) ciò che hanno scoperto e lui, preoccupato, cerca di carpire il loro segreto; la stella scompare, non si fa più vedere, non indica la meta. Solo quando essi, con un cuore libero dai ricatti politici, riprendono il cammino per giungere alla mangiatoia, essa ricompare e si ferma ad indicare il punto preciso. Completata la loro missione, ecco che, in sogno (una costante di questo periodo), vengono avvisati del pericolo e perciò per un’altra via fanno ritorno al loro Paese.
Anche noi prestiamo attenzione ai “segni dei tempi” affinché per un’altra via riprendiamo il cammino verso il grande respiro dell’universo dal quale proviene il nostro piccolo soffio. È difficile, faticoso, pieno di rinunce, ma è l’unico cammino che ci garantisce quella pace interiore che ci aiuta a non morire disperati. Facciamoci aiutare dalla Stella del Mare, come già gli antichi marinai chiamavano la Madonna di Pia.
