In questo primo giorno dell’anno, festa di Maria Santissima Madre di Dio, leggiamo un brano che ci spiazza.
Gesù non si rivolge mai a Maria con il termine di ‘madre’, ma con il termine di ‘donna’, quasi a voler mettere una distanza tra il cielo e la terra; o forse più semplicemente egli fa riferimento alla sua cultura mediorientale, dove la donna non ha mai avuto una rilevanza significativa, anzi è sempre stata considerata qualcosa ‘altro’. Forse è così. (voglio sperare che sia solo un problema degli estensori che riportato episodi visti con la “loro” lente di ingrandimento!!)
Il Figlio dell’Uomo, così compassionevole verso gli altri, non ha mai alcuna espressione di affetto verso colei che lo ha partorito. Mentre lei, Maria, da parte sua “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”.
Mentre nel Vangelo ci sono espressioni ambigue come “il discepolo che egli amava” a proposito dell’affidare la protezione di sua madre a Giovanni, nel contempo egli si rivolge a lei con la frase “donna ecco tuo figlio”.
Nella nostra quotidianità assistiamo molto spesso alla svalutazione dei figli nei confronti dei propri genitori. A volte, purtroppo, dobbiamo registrare che tale svalutazione sfocia anche nell’omicidio.
È un comportamento umano che riporta una relazione conflittuale là, dove, una volta ottenuta l’autonomia e i propri obbiettivi, i figli disconoscono gli sforzi dei genitori. È una tristezza infinita.
Ecco allora che ci viene incontro il Magistero infallibile della Chiesa che, prima esalta Maria nell’Immacolata Concezione (Pio IX), poi la celebra addirittura come Madre di Dio (Paolo VI) e infine dichiara che lo stesso Dio è Madre (Giovanni Paolo I).
E’ il giusto riconoscimento di una donna che, nella sua infinita umiltà, nulla ha mai fatto per poter togliere al proprio figlio la scena di questo mondo, tranne che nell’episodio di Cana (“fate quello che vi dice”). Dopo aver richiamato la sua attenzione alle necessità degli sposi, Lui in un primo tempo si è rifiutato, ma poi ha “ubbidito”.
È questa la forza della ‘donna Maria’, chiede, riceve risposta negativa, non si scompone, ma nonostante tutto si fa mediatrice e insiste finché la potenza di Dio non intervenga a salvare l’uomo.
Così noi dobbiamo essere riconoscenti a Maria perché, non è la sua autorità manifesta che piega un Dio, ma è la certezza che ella ha posto in lui con il suo ‘fiat’. Maria accetta senza porsi domande, senza chiedere nulla, ma questa sua umiltà è più forte della resistenza di quel Figlio che ha deciso di seguire un Padre sconosciuto a lei.
Preghiamo la Madonna di Pia che nella sua infinita benevolenza ponga sempre la sua mano su di noi, sia sollecita verso il Figlio quando ci vede in difficoltà, ci accolga tra le sue braccia quando verrà il momento di passare da questo mondo all’altro, perché solo quell’accoglienza potrà indicarci che la nostra vita è stata una buona vita.
