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L’Angolo del Monaco – Santa Famiglia

Dic 27, 2025 | L'angolo del Monaco

La fuga in Egitto è al pari dell’esodo un processo di liberazione dalla paura e dall’oppressione.

Nella regione, l’esodo, da sempre, è stato l’unico modo per sopravvivere sia per gli Ebrei che per i popoli vicini. Anche oggi, con i fatti di Gaza, registriamo nuovamente un esodo di coloro che sono obbligati a fuggire a causa della malvagità di coloro che li vogliono annientare.

Oggi è un triste cammino fatto di violenze e di morti, tutte vittime di quel vil denaro che ormai si è impossessato dell’anima di alcuni perfidi uomini. Ma gli occhi dei bambini affamati, le lacrime delle donne disperate, la rassegnazione ultima dei vecchi, sono sempre gli stessi, ormai da tempo immemore.

Perciò Abramo uscì da Ur di Caldea per cercare la Terra Promessa; proseguì Giacobbe per sfuggire alla morte di carestia; quindi Mosè ricondusse il popolo alla terra di Canaan; vi fu l’esodo forzato a Babilonia e poi il nuovo rientro nella terra dei padri.

Per ultimo vi fu quell’esodo che va sotto il nome di diaspora e che fece sparpagliare il popolo di Dio in tutto il mondo. Fino da arrivare al 1947 che attraverso la nave Exodus portò in Israele un numeroso gruppo di immigrati che andarono a costituire il nuovo Stato ebraico. Purtroppo tutto questo è stato dimenticato.

Oggi gli abitanti di ieri, sono costretti a loro volta a fuggire. La “Terra Promessa” è la terra dell’esodo, non sempre pacifico, non sempre giusto. La fuga in Egitto è poi la metafora della nostra vita, della vita del cristiano che vuole difendere l’idea appena nata di un mondo di pace. Il nemico è sempre lo stesso, il potere che tutto vuole e può contro l’apparente fragilità di chi disarmato vuole disarmare il nemico perché sa che è solo la sua ignoranza a fargli imbracciare le armi, è solo la sua mancanza di umanità ad opprimere l’umanità dell’altro, ma tale guerra la si può combattere solo se si ripudia la guerra (Cost. It. Art 11) perché in un conflitto tutti sono perdenti e nessuno potrà mai vincere; è intrinseco alla lotta la sconfitta delle singole parti e purtroppo la storia ne è maestra.

Peccato, però, che nessuno studi la storia, ci si accorgerebbe che l’aggressività di coloro che si dicono difensori dello status quo diventa, a sua volta, uno strumento per la sconfitta; che la stessa cecità violenta fa esperienza della pericolosità dell’ignoranza indotta ai sudditi, per governare meglio;ma tutto questo diventa un potente motore che spinge alla scoperta della conoscenza, così che chi sa, capisce che la solidarietà è l’unica vera arma che l’uomo può usare contro i pericoli che provengono dalla natura.

È una fuga all’interno del proprio animo per cercare quella pace e tranquillità che sola può far crescere il messaggio di amore universale.

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