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L’Angolo del Monaco – Domenica I di Avvento

Nov 29, 2025 | L'angolo del Monaco

La frase di questa domenica è: “vegliate dunque”.

Il congiuntivo esortativo è tutto un programma. Non è un imperativo, non è un comando militare, non un consiglio, ma è appunto un’esortazione, un invito ad essere sempre presenti alla nostra vita.

La nostra società oggi tende all’opposto, tutto concorre a costruire programmi televisivi, informazioni, politiche volte a creare un clima soporifero affinché le coscienze prima, e le volontà poi, si possano acquietare in una sorta di bambagia che obnubila gli sguardi della mente e soprattutto del cuore sulle miserie del mondo.

È questo il comando antagonista al “vegliate” evangelico. Gesù è preoccupato per l’uomo che non reagisce perché soggiogato dalle seduzioni del mondo. Infatti gli fa eco, nella stessa preoccupazione, San Paolo, quando ha individuato nei litigi, nelle gelosie, nelle lussurie ecc. le azioni principali del comportamento distorto che gli uomini hanno preso per seguire le loro brame.

È l’esortazione a salvarci e a salvare gli altri attraverso comportamenti coerenti e funzionali alla vita stessa. Oggi esistono più malattie, qui in Occidente, causate dall’abbondanza che le malattie, da ‘mancanza’, che affliggono i popoli dei paesi in via di sviluppo.

Paradossalmente, non ce ne rendiamo conto, ma uccide di più l’abbondanza che la carestia. Perché, mentre questa è legata alla mancanza di cibo e di prospettive di vita, l’altra (l’abbondanza) uccide non solo attraverso il fisico, ma anche attraverso la mente e lo spirito.

Esiste una pandemia di disvalori che è ben più grave della pandemia della fame. A lungo andare si arriverà all’estinzione della specie, perché si perdono tutte le aspettative che una penuria naturale, invece, stimola a cercare attraverso mezzi alternativi per ovviarvi.

Le notizie di guerre e genocidi che oggi vediamo nelle terre martoriate costituiscono l’apice del malessere sociale e spirituale. Tuttavia sfogliando i giornali, sparpagliate tra le altre notizie, più o meno utili, ci sono gli episodi dell’imbarbarimento della nostra società.

E coloro che commettono tali crimini sono persone che appartengono alla comunità alla quale apparteniamo anche noi. Preghiamo allora, soprattutto la Madonna, che faccia di noi, abitanti dell’arca, e non invece, presuntuosi che deridono coloro che attendono con speranza, pazienza e umiltà il tempo della redenzione.

Che animi i nostri cuori affinché possiamo tenerci pronti e vigilanti perché non sappiamo né il giorno né l’ora della venuta del Figlio dell’Uomo.

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