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L’Angolo del Monaco – Dom. XXXIV Cristo Re

Nov 22, 2025 | L'angolo del Monaco

La parola di questa domenica è: derisione.

Sembra strano, ma forse questo è uno dei sentimenti più denigranti che ci possa essere. Gesù, nella sua breve esistenza, è stato spesso deriso, più che odiato o invidiato.

La derisione è il sentimento dei pusillanimi, dei vigliacchi, di coloro che non riescono ad essere uomini fino in fondo. È il sentimento, l’atteggiamento che maschera un meccanismo di difesa, volto più a nascondere le proprie debolezze, incapacità, la propria ignoranza, piuttosto che ad affermare la propria superiorità.

È l’ultimo gesto di chi ha già perso tutto e, nonostante si trovi in una situazione di inferiorità, usa la derisione per svalutare l’altro, soprattutto il portatore di quelle caratteristiche personologiche che vorrebbe avere ma che non ha.

Oggi il mondo è intriso di derisione, in modo particolare il mondo dell’arena politica, là dove si scambia la critica dialettica con l’incapacità di una argomentazione logica coerente. La gente non usa più la critica, in senso filosofico; la satira o l’ironia in senso sociale, mantenendosi ad un livello culturalmente accettabile.

Oggi si passa all’adorazione dei personaggi che conquistano il palcoscenico, soprattutto del web, o alla loro distruzione attraverso montagne di fango, spingendosi oltre i limiti del lecito e nello stesso tempo, affossa con la derisione, coloro che invece vogliono mantenere un confronto basato sulle pure e semplici regole della dialettica politico, sociale, religiosa.

Non ci sono più le grandi menti che cercavano di modificare il pensiero attraverso il paradosso, per esempio dell’ironia.

Oggi è un continuo conflitto che parte dal presupposto che distruggere il nemico, l’avversario, è l’unico scopo della contrapposizione.

Sulla croce Gesù in un primo tempo tranquillizza chi ha paura della sua morte e che, in quel momento, capisce la propria condotta umana. Dall’altra parte non risponde all’altro ladrone (probabilmente Dimaco secondo i vangeli apocrifi) perché ha già pregato per lui quando ha detto “perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

La preghiera è dunque l’unica arma contro la derisione perché eleva chi la pronuncia al di sopra delle miserie umane. La stessa cosa è estesa per coloro che lo deridevano chiedendogli di scendere da quella croce, ben sapendo che un uomo crocifisso e condannato a quella morte non si può sottrarre al supplizio.

Inoltre Gesù, aveva cercato, quel momento lì, per obbedienza al Padre. Di derisione diverranno oggetto anche altri imitatori del Cristo da Gandhi a San Francesco, per citare due tra i più famosi. E la risposta è sempre quella del perdono.

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