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L’Angolo del Monaco – Commemorazione dei defunti.

Nov 1, 2025 | L'angolo del Monaco

Ormai non sembrano essere più di moda e sono poco conosciute quelle che una volta venivano dette: “le sette opere di misericordia corporali”.

Come abbiamo ricordato ieri, in esse  vi è “l’altro” che ha il suo corrispondente nelle sette opere di misericordia spirituali.

Nelle prime l’altro contemplava “seppellire i morti”, che nelle seconde recita “pregare Dio per i vivi e per i morti”.

Ma questa cura per i morti, perché? Potremmo rispondere con il Foscolo, il quale nei “Sepolcri” sosteneva che le sepolture servono ai vivi i quali immaginano, che quando loro saranno morti, ci sarà qualcuno che porterà un fiore e verserà una lacrima, renderà un po’ più a lungo il ricordo di chi “è andato avanti”.

È la consolazione del disperato, del laico che vede parlare la madre “col suo cenere muto”. Questo pensiero che dopo la morte non ci sia più niente è foriero di tristezza e disperazione, emozioni lancinanti che trovano nel rifiuto quella ribellione titanica contro un avversario che sarà sempre più potente.

L’uomo di oggi sta forsennatamente cercando quell’elisir di lunga vita che possa lenire questo suo dolore cosmico: oggetti, stili di vita, nutrizione, ginnastiche, interventi sanitari, creme, tutto per sembrare più giovani della propria età.

Siamo di fronte a tanti Dorian Gray e ognuno dei quali ha in casa il proprio quadro velato. Tutti hanno quell’orribile segreto che è conosciuto da ognuno: il passare inesorabile del tempo ha la sua impietosa immagine riflessa nello specchio.

Per vivere una vita così è necessario spendere energie sovrumane, ma poi per cosa se tanto il risultato sarà sempre lo stesso? Sia chi si gode la vita, sia chi cerca di centellinare ogni cosa, si trova di fronte alla nera Signora.

Invece Gesù ci prospetta una ricetta semplice ed efficace: riempire la nostra vita di quella gioia che ci deriva dall’aiutare gli altri ed andare avanti sereni. Per chi crede, la morte è veramente un addormentarsi definitivo da questa vita, per risvegliarsi pieni di energia (cioè amore) nell’altra.

Più volte Gesù ci mette in guardia da quel luogo dove sarà “pianto e stridore di denti”. Vivere la gioia di Cristo ci ottiene di vivere meglio già qui e poi di godere pienamente la gioia eterna.

La fede non è follia, ma consapevolezza che chi ama non può morire perché l’amore è eterno.

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