Nella solennità di Tutti i Santi, il “discorso della montagna”, riassume i diversi carismi che sono stati esaltati nelle vite di coloro che noi chiamiamo ‘santi’.
Santità significa purezza religiosa, sacralità, ecc. E’ anche l’attributo che viene dato al Papa. Perché nella Chiesa si spande a più mani tale termine? Esso sta ad indicare le caratteristiche della vita di colei o di colui che nelle proprie azioni quotidiane cerca di imitare Cristo. Essa è lo slogan di tutti coloro che attualizzano il messaggio evangelico, cioè “ama il prossimo”.
Ma la santità è anche detta sacralità, cioè condizione che slega l’individuo da questo mondo e lo lega a quello divino e ciò è valido per tutte le figure religiose di ogni parte del pianeta.
Oggi, però, non celebriamo solo i santi conosciuti o almeno quelli cristiani. Soffermiamoci di fronte a tutti quei ‘santi’ non cristiani.
Non è una affermazione eretica, ma presa dal Vangelo, là dove si dice che chiunque ama il suo prossimo e lo ama come lo ama il Cristo, quello è un suo discepolo.
Ci sono stati, e ci sono, nella storia di tutti i popoli, persone buone che dedicano la loro vita a far del bene agli altri, anche se non sono cristiani, non vanno a messa tutti i giorni, non seguono la chiesa di Roma. E mi riferisco a quegli angeli che lavorano nelle periferie delle città del terzo mondo, per esempio quelli che girano per le favelas di Rio per portare conforto ai diseredati, o tra le macerie di Gaza, e ce ne sono tanti.
Essi si dicono fedeli di altre fedi, oppure non hanno alcuna fede, ma ogni giorno si comportano come il buon samaritano, alleviano i dolori di chi è nella sofferenza più disperata.
Ci sono stati poi i grandi uomini, come Gandhi, che hanno lottato tutta la loro vita per portare quella pace e quella giustizia che mira a rendere dignitosa l’esistenza di ogni essere vivente.
Nel mondo ci sono tanti santi ignoti che sono vissuti e sono morti con l’unica fede di aiutare l’altro senza neanche saperlo, solo perché il loro carattere, la loro natura li portava ad essere solidali.
Oggi cerchiamo di celebrare questi santi.
Ce ne sono altri che magari bestemmiano, ma ogni notte escono con le barche per cercare di avvistare qualche barcone della speranza.
Ce ne sono altri che si impegnano a dare un sorriso ai migranti di tutto il mondo, accogliendoli e facendo di tutto perché possano realizzare quella speranza che li ha spinti a migrare.
Ci sono tanti angeli che nelle notti, soprattutto d’inverno, vanno alla ricerca di chi vive all’addiaccio e fanno tutto questo in silenzio, lontani dai riflettori della ribalta.
Ci sono tanti medici che si credono lontani da Dio, ma nel quotidiano prestano la loro mente e le loro mani a guarire le malattie dei poveri.
Questi sono i santi che io voglio celebrare oggi e ringraziare perché con i loro muti esempi mi fanno capire che la vita è bella se vissuta con amore, anche povero, disgraziato, lontano dalla religione, lontano dalla cultura.
Tutti questi mi dicono che: è questo l’uomo Cristo.
