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L’Angolo del Monaco – Dom. XXVIII del Tempo Ordinario

Ott 11, 2025 | L'angolo del Monaco

Il concetto centrale di questa domenica è: “la riconoscenza”.

Tutti noi abbiamo esperienze delle sale d’aspetto degli ambulatori o studi medici. Esse sono gremite di pazienti che cercano di farsi curare dal medico. Il modello è sempre lo stesso: il paziente malato va dal medico, il quale lo visita e gli prescrive le medicine, il paziente guarisce e continua la sua vita; magari alla successiva malattia si ripresenta dal suo medico e il gioco continua. Non mi è mai capitato di starmene lì seduto e sentire che un paziente, non era lì per farsi visitare, ma per ringraziare il medico che con la cura gli aveva restituito la salute.

Noi siamo fatti così, impastati di egoismi e ingratitudine.

Viviamo la vita sempre più circondati da macchinette/distributori; inseriamo le monete e aspettiamo che scenda ciò di cui abbiamo bisogno, consumiamo e ce ne andiamo senza alcuna interazione.

Forse, qualche volta battiamo il pugno perché la bottiglietta d’acqua non scende, è rimasta incastrata, ci arrabbiamo e sballottiamo il distributore affinché ci dia ciò che è nostro, ciò che abbiamo pagato.

La vita non è un distributore automatico, la nostra rete sociale non è come una macchinetta anonima. Vivendo in questo modo inaridiamo il nostro cuore, impoveriamo le nostre relazioni, il mondo in cui viviamo diventa arido e deserto: ecco il grande male di oggi.

Siamo indifferenti a ciò che abbiamo, non siamo più abituati a ringraziare qualcuno per ciò che ci dà. Tutto pretendiamo perché ci hanno fatto diventare un ingranaggio di una macchina nella quale abbiamo un solo compito: vivere per produrre affinché qualcuno, da remoto ci guadagni come con le macchinette.

Ogni tanto, uscendo nel corridoio, vedevo il tecnico che apriva il distributore e svuotava il raccoglitore delle monete in un sacco. Egli faceva il giro di tutti i suoi “servi meccanici”, ma anche lui era un servo di colui che possedeva i distributori che è l’unico a beneficiarne. Anche questa può essere una metafora di questa nostra esistenza quasi bionica (dove interagiamo più con i mezzi meccanici che con le persone.

Certo, il luogo prospiciente le macchinette rappresenta un polo di incontri fugaci dove scambiare qualche parola di convenienza, qualche critica sul caffè che non sa di niente, o sul tempo, o sul lavoro sempre più malpagato.

Questa però non è vita naturale. Cerchiamo di rientrare in noi stessi, andiamo a ringraziare chi quotidianamente ci fa del bene, impariamo a dare gratuitamente, diamo un senso progettuale al nostro tempo di vita affinché, voltandoci indietro possiamo scorgere alcuni fiori che sono sbocciati dai nostri passi.

Impariamo da Cristo, che umile servo, si è fatto obbediente, ha ringraziato in ogni momento il Padre per ciò che gli aveva dato, ha dato l’esempio della riconoscenza dal bene ricevuto, ci ha insegnato ad amare nella semplicità del donare.

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