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L’Angolo del Monaco – Dom. XIX del Tempo Ordinario

Ago 9, 2025 | L'angolo del Monaco

La frase di questa domenica è: “Là dov’è il vostro tesoro, sarà anche il vostro cuore.”

Il brano del Vangelo di questa domenica è legato a quello della precedente, anche se, logicamente, dovrebbe precederlo. Infatti Qoelet dice che ogni cosa è vanità soprattutto ciò che noi riteniamo nostro. Ora, tale brano sottolinea una grande verità, incontrovertibile, ed è il desiderio di possesso, quel concetto di proprietà privata che tendiamo a difendere con ogni mezzo.

Ovviamente dal punto di vista logico e materiale ciò è sacrosanto. Se uno fatica per avere una cosa, quando questa cosa riesce ad averla e a proclamare al mondo che essa è sua, in quel mondo nessuno può togliergliela, entra a far parte del suo steso essere, modifica il suo modo di pensare.

Ecco perché Gesù dice questa frase che ha un suo fondamento psicologico, affettivo, sociologico, ecc. Il diritto, sia quello scritto che quello di consuetudine dichiara che il possesso di un bene è cosa ‘sacra’. Peccato, però, che coloro che difendono questo, non si accorgano delle sue conseguenze nefaste. Certo per comprare quella cosa si è dovuto faticare, guadagnare denaro, rinunciare a tante cose, ma finalmente essa è nostra.

I pericoli accennati poco sopra riguardano il modello, il modo di ragionare che si estende ad ogni cosa che è sotto il sole, sia essa materiale, intellettuale, umana. Allora cominciamo a vedere che il nostro ragionamento fa acqua quando, nelle relazioni, pensiamo che l’altra persona ci appartenga come un qualsiasi altro nostro bene.

Il reificare le persone porta all’omicidio, porta alle violenze, porta alle guerre di religione o economiche. Ma se il nostro cuore è là dove è il nostro tesoro, ciò è qualcosa di malefico, nefasto, diabolico ecco che veniamo risucchiati in una spirale negativa che finisce per travolgerci.

Arriviamo a toccare il fondo senza neanche accorgercene. Gesù allora ci dice di costruirci un tesoro che non può essere rubato, che è nostro, ma non è di proprietà, perché le buone azioni sono sì nostre, ma ricadono sugli altri e appartengono agli altri, sono gli altri i primi beneficiari. A noi resta solo la consapevolezza di aver obbedito alla legge del Signore: ama il prossimo.

Lasciando perdere i due aggettivi possessivi e i pronomi che ne definiscono il confronto; costruiamoci un tesoro in cielo dove i ladri non ce lo possono rubare, costruiamo azioni di bene che nessuno ci può togliere e viviamo come è vissuta Maria solo in funzione di un bene eterno. L’amore per l’altro, un amore misericordioso, sollecito alle necessità di chi è povero è un amore che tutto dà e nulla pretende, è un amore che vive per sé e trova nell’altro la nostra piena realizzazione.

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