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L’Angolo del Monaco – Dom. XVIII del Tempo Ordinario

Ago 2, 2025 | L'angolo del Monaco

La frase di questa domenica è: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita”.

Qualcuno definì l’avvicinarsi della morte come “l’ora che non ha sorelle”, quell’ora che precede il grande salto, la fine di tutto, la proiezione in un’altra realtà sia essa il nulla, oppure una nuova vita. Anche il nulla ha una sua dimensione ontologica perché è la realtà prima della creazione.

Dio, dal nulla, creò tutte le cose. Se ci attende un’altra vita, se si apriranno per noi le porte di quella che venne definita la Gerusalemme Celeste, beh allora il nostro essere vissuti acquista un significato valoriale. Ovvio che il cristiano è animato da questa speranza che tuttavia non deve essere inconsapevole, ma “preparata” nel qui ed ora.

Uno dei libri che è sempre stato presente nella mia esistenza è quello dell’Ecclesiaste, dove si riportano i pensieri del principe Qoelet, forse il più saggio tra tutti gli uomini vissuti su questa terra. Egli descrisse, con una “lucida follia”, la pazzia dell’uomo. Sì, perché non si può parlare se non di pazzia quella condizione che guida la vita di quasi tutti gli uomini, in modo particolare di coloro che abitano nei paesi ricchi, di coloro che, in un modo o nell’altro, fanno parte di quel Leviathan che va sotto il nome di capitalismo. 

Che si tratti appunto di “stoltezza” lo dichiara Gesù stesso descrivendo quell’uomo ricco che fa progetti per il futuro, per ‘godere’ dei suoi beni. Ebbene Qoelet descrive minuziosamente tutte le ricchezze dell’uomo e dimostra la loro inconsistenza, la loro natura vana: “tutto è vanità”. Qualsiasi cosa che l’uomo possieda, sia essa materiale, sia essa spirituale o intellettuale, essa è vanità. Tutto finisce, tutto manifesta la sua intima natura, che mette a nudo il non essere altro che un ‘gloriarsi per cose che non ci appartengono’; che sono effimere e che finiscono già alla terza generazione. Infatti se i figli, là dove accade, conservano il ricordo dei genitori per qualche tempo; il ricordo dei nonni rappresenta solo uno scampolo di memoria. E non si salvano neppure gli uomini illustri, perché dopo un po’ cessano di essere stati individui per passare nella leggenda, così nascono come personaggi ‘altri’; ‘inventati’ che continuano a vivere col loro nome.

La frase lapidaria di Gesù è tranchant, rappresenta quella memoria che taglia con un colpo netto ogni nostra illusione. Ciò che rimane sono le nostre opere buone che vanno a costituire la natura di quell’uomo nuovo che è sceso nella tomba per risalire in quel cielo che è la nostra più intima speranza.

In questo senso la Madonna ha seguito il suo Figlio nell’abbandonare ogni cosa terrena per volgere i suoi occhi verso colui che hanno crocifisso. Che la Vergine di Pia ci aiuti in questo difficile compito.

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