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L’Angolo del Monaco – Dom. XVII del Tempo Ordinario

Lug 26, 2025 | L'angolo del Monaco

La frase di questa domenica è: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”.

In essa vi sono tre coppie di verbi che costituiscono il fondamento di quel modello esistenziale ed universale che va sotto il meccanismo, logico, di domanda/risposta.

È significativo che in ambedue i termini sia contenuto anche la struttura esistenziale dell’altro. In ogni domanda si trova sostrato logico della sua risposta. Così come nella risposta è implicito riconoscere la causa di se stessa nella proposizione della domanda: il tutto dentro lo spazio della sapienza.

Infatti, l’uomo domanda per conoscere qualcosa che non sa. Così come nelle informazioni ottenute si evince il bisogno dal quale esse hanno avuto origine. Veniamo ora alle tre coppie di verbi.

Nella prima sono contrapposti il verbo ‘chiedere’ e il verbo ‘dare’. Subito, il secondo verbo, ci appare distonico rispetto al verbo ‘sapere’ che apparirebbe più logico. Però, qui, ogni richiesta è per ricevere un qualcosa di concreto. Bellissima questa contrapposizione tra l’Onnipotente e il finito, la misera creatura bisognosa di tutto, sempre pronta a manifestare le sue mancanze e chiedere di poter ricevere ciò che non ha: è il mendicare, perché nulla l’uomo possiede e tutto dipende dal suo “fattore”.

La seconda coppia mette a confronto i verbi ‘cercare’ e ‘trovare’. In questa contrapposizione c’è un atteggiamento più partecipativo della creatura, che non si accontenta solo di chiedere, in una posizione statica di attesa (il mendicante all’angolo della strada). Ella è il nomade, sempre in movimento, alla ricerca del suo senso, il pellegrino che arranca lungo le strade della vita, il viandante che affronta i pericoli inenarrabili del viaggio alla ricerca di qualcosa che lo soddisfi, che lo completi, che lo conduca alla meta che non conosce. Ed ecco che il trovare porta con sé la gioia del risultato, la sorpresa dopo tanta fatica (pensiamo al cercatore di funghi).

Infine la terza coppia è basata sulla relazione conoscitiva tra il potente e il bisognoso, essi si conoscono, sanno chi sono, così che l’uomo errante si reca con fiducia verso l’abitazione di colui che può accogliere tutti i suoi bisogni. Essere davanti a quella porta, vuol dire aver compito tutto un percorso, sia fisico che mentale, aver quindi il coraggio di alzare il pugno per bussare con tutta l’ansia di trovarsi davanti a colui che tutto può.

Bussare, attendere che dall’altra parte qualcuno arrivi per aprire la porta alla quale, da sempre, l’uomo ha atteso che si aprisse. Una volta aperta la porta che cosa c’è oltre l’uscio?.

Questo il grande interrogativo esistenziale che da sempre ogni uomo ha atteso così da poter, poi, incamminarsi in un’altra realtà. Ecco le tre coppie di verbi che ci introducono in una logica che il Vangelo, da sempre ha annunciato ai popoli di ogni luogo e di ogni età.

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