La frase di questa domenica è: “abitare l’amore”.
Oggi, Ascensione del Signore, è il ricordo di una partenza, forse descritta con parole troppo semplici, ma che dovevano entrare nelle menti di tutti coloro che credevano in ciò che, in vita, aveva detto quell’uomo.
Come ogni partenza essa è ammantata di tristezza (il dolore era già stato vissuto al tempo della sua morte), di quel sottile pensiero che dà significato alla mancanza, al vuoto che si crea.
Oggi però, come ci raccontano, gli Apostoli se ne vanno con grande gioia. Quella partenza cambia la tristezza in gioia. Infatti, mi sembra, che in quel momento Gesù abbia operato il miracolo più importante, perché ha rivoluzionato il modo di pensare dell’uomo credente (noi continuiamo a piangere perché la nostra fede è troppo intrisa di concretezza).
È il ribaltamento di un modo di pensare la relazione, con sé e con il mondo: questo miracolo, che ha compiuto, può essere definito come: “abitare l’amore”. Sì perché quando si ama, si è tutti immersi in un turbinio di sensi, di realtà ondivaghe, di progetti misti a ricordi.
Colui/colei che ama, quando è solo pensa e ripensa ai bei momenti trascorsi, al piacere fisico e immateriale che ha sperimentato, si sente pieno della presenza dell’altro.
L’amore è quel sentimento ideologico, rivoluzionario che non lascia tranquillo chi lo prova veramente. La partenza dell’amato/a è quindi carica della speranza del ritorno e di che cosa quel ritorno porterà con sé. Pertanto è un momento di tristezza gioiosa; di energia pulita che si sprigiona nel tempo andando avanti e indietro tra passato e futuro, non si sofferma sul presente se non per preparare il futuro sperato.
Ma questo che cosa vuol dire? Che chi ama abita l’amore in ogni istante e che ciò che compie lo fa in funzione di quell’istante successivo quando avrà di nuovo accanto a sé il soggetto/oggetto del suo amore.
Ecco perché oggi più che mai è il giorno in cui il cristiano abita quell’amore derivato dalla buona novella, ma scusate, mi sono sbagliato, non il cristiano, ma l’UOMO, perché chi ama è cristiano in qualsiasi angolo del pianeta abiti; perché Gesù è amore e chi ama veramente non può che fare la sua volontà: “Amare significa non dover mai dire ‘mi dispiace “(Love story) cioè se si ama qualcuno, non si dovrebbe ma nuocere al punto da dover chiedere scusa.
