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L’Angolo del Monaco – Dom. XXI del Tempo Ordinario

Ago 22, 2026 | L'angolo del Monaco

La frase di questa domenica è: “E su questa pietra edificherò la mia chiesa”.

Anche il Vangelo di questa domenica ha come focus la fede. Oggi si parla di una pietra. Tutti sappiamo che in natura la roccia (pietra) è l’elemento più duro e quindi usare tale materiale per costruire qualcosa è sinonimo di sicurezza, di perdurare nel tempo sfidando le condizioni avverse del clima.

In un cartone animato della Disney (quando era fatto da persone intelligenti, nei primi anni 1933) venne narrata la vicenda dei tre porcellini che per difendersi dal lupo cattivo costruirono tre case: una di paglia, una di legno, una di pietra. Venne il lupo che con un potente soffio abbatté la prima, il porcellino scappò e si rifugiò nella seconda, ma il lupo con poderose spallate fece a pezzi la casa di legno così i due porcellini chiesero ospitalità al fratello che aveva costruito la sua casa di pietra. Quando la costruì fu preso in giro per le enormi fatiche che fece, mentre i due fratelli fecero le loro in pochissimo tempo e poi poterono darsi all’ozio e alle gozzoviglie. Quando il lupo venne alla casa di pietra tentò in ogni modo di abbatterla ma non ci riuscì, anzi nel fare i suoi tentativi divenne così debole da essere facilmente sconfitto.

Questa è una bella metafora che sovviene anche alla nostra riflessione: la paglia, il legno e tutto ciò che è effimero è facile preda della distruzione; gli ozi e i bagordi sono l’obiettivo rimario di coloro che vogliono raggiungere in fretta i propri effimeri obiettivi, senza pensare al futuro.

La fatica della costruzione con la pietra sopporta ogni sorta di tentativo di abbattimento e resiste al di là anche dei terremoti, delle tempeste, delle piogge torrenziali. Poi dentro di essa si sta al sicuro, ci si ripara dal freddo intenso e dal caldo torrido; i nemici non possono prevalere su di essa.

Gesù, edificando con pietra su pietra la comunità di coloro che credono in lui, ha voluto dotarli di uno strumento (luogo) sicuro, ha voluto che coloro che si affidano a Lui, entrino nella comunità dei suoi amici così da potersi sentire al sicuro da ogni pericolo.

Però questa “Chiesa, fatta di pietre,” non è costruita dai materiali che vengono tagliati nelle cave di roccia, ma è costituita da cuori ed anime il cui amore è resistente come la pietra e l’insieme dei fedeli costituisce quella casa, rifugio sicuro per coloro che sono vissuti in capanne di paglia o di legno, che poi però le tempeste della vita hanno abbattuto.

Nella perdita delle proprie sicurezze c’è la ricerca di un porto sicuro, di una chiesa fatta di donne e di uomini che siano duri come la pietra per poter far da baluardo ai nemici che inseguono coloro che vi si rifugino.

Gesù ha cominciato da Pietro a costruire la sua Chiesa fatta di accoglienza, misericordia, pietà, inclusione, accettazione delle diversità, ma soprattutto dotata di un grande grande grande amore.

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