La frase di questa domenica è:” Uomo di poca fede perché hai dubitato?”
Questo è uno degli episodi più noti e più utili alla riflessione sulla fede. Innanzitutto chiariamo subito che fede e dubbio sono due facce della stessa medaglia, sono lo yin e yang, sono il bene e il male, l’amore e l’odio. Insomma l’uomo è costituito fondamentalmente da questo connubio.
Quindi la fede, che è il superamento della certezza logica e razionale, costituisce un salto esistenziale. L’uomo da sempre usa la sua razionalità per orientarsi, per muoversi, per vivere nel mondo della natura. Quotidianamente egli non può fare a meno della sua razionalità perché essa è la stessa aria che respira.
Quando fa il salto nella fede, egli si avventura in qualcosa di sconosciuto, di altro da sé, usa strumenti che non conosce, che adopera, ma di cui non ne conosce le potenzialità. Perciò, contestualmente con quel salto, egli si dota di un bastone per mantenersi in equilibrio e questo bastone è il dubbio. È un po’ come avere la possibilità di entrare in una casa, ma di lasciare la porta d’ingresso aperta per poterne uscire rapidamente, là dove gli ostacoli o l’inconoscibile possano rappresentare un pericolo o qualcosa di totalmente doloroso, che fa fare marcia indietro e che si costituisce per salvarsi la vita.
Il dubbio, tanto caro a Cartesio (ma anche a Socrate, Pirrone, Hume, Russel, Bobbio) è stato utilizzato come metodo, come mezzo per conoscere, per limitare l’onnipotenza del sapere.
Nel brano evangelico Pietro non dubita, perché guarda Gesù, non ha paura finchè pone in lui la sua attenzione. Poi guarda i suoi piedi, guarda sotto di lui (o dentro di sé) ed ecco che comincia ad affondare.
Ciò capita anche a noi ogni volta che ci guardiamo dentro, che ascoltiamo le opinioni degli altri, che paragoniamo la nostra vita a quella dell’uomo in generale. Allora affondiamo inesorabilmente in quella profondità che è la consapevolezza che non conosce che cosa sia l’uomo e il suo al di là.
La fede in Gesù ci tende la mano, la fede nella Madonna ci dice “fate quello che vi dice”, e siamo molto tentai di farlo; ma, poi, guardiamo la realtà, le regole della sua logica: è impossibile cambiare l’acqua in vino, è impossibile camminare sulle acque, è impossibile moltiplicare pani e pesci dal nulla, è impossibile tornare a vivere dopo la morte.
I liberi pensatori ci dicono che in tutti i miliardi di mondi che sono nell’universo è impossibile che esista un Dio e che si occupi solo di questo puntino; che in natura tutto nasce e poi muore senza lasciare traccia. Allora il dubbio assale il credente e quella mano tesa verso il figlio di un falegname si ritrae perché diventa impossibile per la nostra mente che egli sia addirittura figlio di Dio, ma noi siamo lì con il nostro piede sul baratro e con l’altro che si appresta a fare il passo della fede, un piccolo passo verso la vita eterna, un passo che (anche se non ne siamo consapevoli) facciamo ogni giorno aprendo gli occhi e ringraziando per il dono della vita.
Sì perché il passo della fede lo abbiamo già fatto tutti, solo che ogni giorno dobbiamo confermarlo, per essere la pietra sulla quale si fonda l’assemblea dei credenti. Teniamoci stretti i nostri dubbi perché solo così possiamo impegnarci ogni giorno a superarli e a confermarci l’un l’altro nella ricerca di quella magnifica follia che è la fede.
